Biologia

Dimensioni

Gli Orsi marsicani sono più piccoli degli orsi bruni europei. I maschi raggiungono i 130-200 Kg e in posizione eretta misurano circa 180-190 cm. Le femmine sono più piccole e di solito pescano meno di 120 Kg.

1

Una madre con il cucciolo, Parco Nazione d’Abruzzo, Lazio e Molise
Ph: Andrea Potere

Riproduzione

Dopo una gravidanza di 6 mesi le femmine danno alla luce 1 o 2 cuccioli, in genere a Dicembre o Gennaio quando sono ancora nella loro tana invernale. I cuccioli nascono ciechi e pesano 200-500 grammi. Alla nascita sono totalmente dipendenti dalla loro madre, ma il latte materno è così ricco di grassi e altri nutrienti che i cuccioli crescono in fretta, sebbene restino sotto terra nella loro tana nei primi mesi di vita. Le femmine si occupano dei loro cuccioli per un periodo che varia fra i 2 e i 3 anni, a seconda della disponibilità di cibo, condizioni climatiche e della popolazione di orsi nell’area. Fra i cuccioli si assiste ad un alto indice di mortalità, che si attesta intorno al 50%. Questo rende importantissimo ai fini della sopravvivenza della specie il numero di femmine sessualmente mature.

Le femmine di Orso marsicano sono sessualmente mature e in grado di partorire a circa 5 anni, e generalmente si riproducono ogni 3 o 4 anni. Ricerche recenti a riguardo di cosa influenzi il numero di cuccioli dati alla luce ( tasso di riproduzione ) hanno evidenziato che ci sono 2 fattori fondamentali : dimensioni e peso della madre e, fattore molto interessante, il lasso di tempo in cui la popolazione di orsi è stata perseguitata.

La persecuzione dell’Orso bruno In Europa ha radici più profonde che in America. Il primo caso documentato di caccia all’orso in Europa risale all’anno 800 quando Carlo Magno istituì una vera e propria task force per la caccia all’orso, sebbene questa pratica esistesse già da generazioni. Tuttavia, in America gli orsi sono stati cacciati intensivamente usando armi “moderne” come veleno e fucili solo negli ultimi due secoli.

Queste ricerche hanno evidenziato che le femmine appartenenti a popolazioni di Orso Bruno con una lunga storia di persecuzione hanno dato alla luce un maggior numero di cuccioli delle femmine appartenenti a popolazioni poco o non minacciate. In Europa dove le popolazioni di orsi sono state cacciate per più di 1200 anni, le femmine danno alla luce molti più cuccioli (in relazione al loro peso corporeo) che in America, dove le minacce sono concentrate negli ultimi 200 anni. Le femmine di Orso Bruno Europeo si riproducono anche più spesso delle controparti americane : una media di 2.8 anni fra i parti contro i 3,6 anni dell’Orso Bruno Americano. Le orse europee generalmente si riproducono quando arrivano a 5 anni, dove le controparti americane diventano madri quando compiono circa i 7 anni di vita.

Crescita e dispersione

Dopo il periodo di “apprendistato” a fianco all madre, all’età di 3 o 4 anni, i cuccioli iniziano a stabilire le loro zone di riproduzione. Le femmine in genere scelgono come zona una vicina a quella della loro madre, i maschi invece normalmente si disperdono in distanza più grandi rispetto all’area di nascita.

Si assite a questo tipo di dispersione, conosciuta come “sex-biased dispersal”, in tutte le popolazioni di Orso Bruno in tutte le parti del mondo. Sfortunatamente questo tipo di dispersione rende difficile per una popolazione di orsi espandare il suo territorio ed aumentare di numero, in quanto la crescita demografica dipende dalle percentuali di successo che una giovane madre ha di stabilire un territorio di riproduzione in un’area vicina a quella di sua madre. La difficoltà sta nel fatto che questo richiede aree contigue di habitat, con zone indisturbate adatte alla creazione di un riparo invernale e con grandi fonti di cibo. Purtroppo oggi queste aree sono piccole e sono spesso circondate da habitat non adatti ad una giovane madre per stabilire la sua dimora.

Panoramica

Habitat adatti sono spesso circondati da aree non adatte alla presenza dell’orso.
Ph: Nicola Di Sario

Dieta

eat june - julyGli orsi sono principalmente vegetariani, ma si nutrono di una grande varietà di alimenti, a seconda di cosa è disponibile in ogni stagione. Un recente studio nel Parco Nazionale della Maiella ha dimostrato che in base a queli tipi di vegetazione sono presenti è possibile fare previsioni sulla presenza dell’orso in diversi periodo dell’anno, a seconda della sue variazioni del regime alimentare.

  • In primavera la presenza di orsi ha mostrato una significativa relazione con i prati, dove possono facilmente trovare tuberi, radici, erbe e formiche.
  • diet aug -septIn estate è più facile che l’orso frequenti le praterie soleggiate di alta quota, dove ci sono molte bacche e frutti. In estate una gamma più ampia di tipi di vegetazione si è rivelata indice della presenza dell’orso più che in qualsiasi altra stagione.
  • In autunno le faggete ed i terreni agricoli abbandonati sono predittori della presenza dell’orso, a causa della presenza del faggio ed altre piante fruttifere (nocciole, rose selvatiche, ciliegie, pere e mele in particolare).
  • eats oct - DEC_REALLa distribuzione di inverno è stata prevista principalmente da quercete e faggete e arbusti di ginepro, in quanto ghiande, faggiole e bacche di ginepro sono importantissimi alimenti invernali per gli orsi.

La carne contiene il più alto tasso di energia e proteine fra gli alimenti dell’orso bruno, e la sua stessa stazza deriva dalla quantità di carne presente nella sua dieta. Tuttavia la carne consumata dagli Orsi Marsicani è stranamente poca. Studi sulla predazione hanno dimostrato che gli orsi bruni americani sono molto più predatori della controparte appenninica, e mangiano molta più carne. Recenti ricerche che hanno passato a rassegna le diete degli orsi in tutte le parti del mondo, hanno mostrato che gli orsi che vivono in habitat di qualità inferiore, con poca diversità di piante, e quindi meno alimenti di tipo vegetale, mangiano molta più carne per compensare queste carenze nel loro regime alimentare.

Una ricerca effettuata da Di Domenico (et al. 2012) su orsi che vivono a bordi del Parco Nazionale d’Abruzzo, analizzando la dieta dell’orso marsicano, ha dimostrato che la percentuale di carne e di cibi vegetali varia durante l’anno.